13 dicembre 2018

Non più per voce_VII

 

 

Affidati ai ricordi, sensazioni, eventi,
frammenti o pezzi di vita possono, talvolta, apparire ingannevoli.
Ma i ricordi debbono mediare con il tempo, con la memoria,
con personali emozioni, fili spezzati, tracce disperse.

 

~ VII ~

 

Quando venne a mancare, poco più che quarantenne, il più piccolo dei cinque figli aveva nove anni. Consapevole, li raccomandò a chi le era vicino.
Un momento struggente mai dimenticato da chi la amava e  le sopravvisse.
Cinque figli.
Anche altri portava nel suo cuore, altri che una sorte avversa le aveva impedito di  stringere al seno.
Madre in modo incondizionato. Una fotografia la mostra con quelle dolci rotondità che preludono al formarsi di una vita.
La sua  fu un grande e morbido bozzolo nel quale ognuno per il suo pezzo di vita si sentì amato, sicuro, protetto, guidato.
La  morte un rombo, una folata di vento nera, gelida, improvvisa che tutto ruppe e spazzò via in mille diverse direzioni.
Occorsero molta sofferenza e molto tempo per riportare tutto al centro, un centro che mai più fu lo stesso.
Era bella, molto. Una bellezza che, pur non vistosa e non esibita, mai passò inosservata. Capelli corvini incorniciavano il suo volto pallido sul quale spiccavano  gli occhi, pur essi nerissimi e ridenti, le labbra nel sorriso scoprivano denti perfetti.
Per i suoi colori qualcuno affettuosamente la paragonava a Biancaneve.
Adorava il torrone. Era, tra quelli che non è consuetudine preparare in casa,  il suo dolce preferito. E lo centellinava per più giorni, assaporandolo con gioioso appagamento. Natale e la tradizionale fiera del paese erano due momenti dell’anno in cui non si lasciava sfuggire il piacere di gustare quel dolce. E prima di scegliere rimaneva ferma a lungo ad osservarne i vari tipi, morbido, consistente, naturale, rivestito di cioccolato, e le varie pezzature, barrette lunghe e sottili o molto corpose, tutte avvolte in carta argentea.
Sul suo volto, in quelle occasioni, il goloso entusiasmo e la contentezza di una fanciulla.
Una fanciulla.
Era mia madre.

I.S.

 

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