9 luglio 2016

Premio Strega 2016 a La scuola cattolica

“Nascere maschi è una malattia incurabile”

 

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La complessa e impavida storia di La scuola cattolica (Rizzoli) di Edoardo Albinati si è aggiudicata il Premio Strega 2016 dominando, con 143 voti, sulla dimensione etica de L’uomo del futuro (Mondadori) di Eraldo Affinati (92 voti), sul memoir di Se avessero (Garzanti) di Vittorio Sermonti (89 voti), sulla potenza linguistica de Il cinghiale che uccise Liberty Valance (minimum fax) di Giordano Meacci (46 voti) e sull’ossessione de La femmina nuda (La nave di Teseo) di Elena Stancanelli (25 voti).
Nella straordinaria cornice dell’auditorium Parco della Musica di Roma, lungi dall’atmosfera evocativa del Ninfeo di Villa Giulia pregna delle parole e delle voci delle pregresse sessantanove edizioni, e nell’ecumenico ricordo di Umberto Eco e di Valentino Zeichen, scomparso il 5 luglio, il prestigioso riconoscimento nel suo 70° compleanno ha brindato al coraggio di affrontare la coralità narrativa di personaggi reali e romanzati e di scomodi temi di un tempo passato e presente.
1.300 pagine, dotate di una poderosa “trazione invidiabile”, che abbracciano una vita cui si tenta di attribuire un significato disvelando i segreti di una mala educación tra violenza, sesso e religione e tracciando un crudo, ma reale, identikit di una società, quella italiana, tutt’altro che edificante.
“Essenzialmente un redattore” della propria scuola cattolica si definisce Edoardo Albinati, essendo stati numerosi coloro che vi hanno collaborato: dal suggeritore dell’idea di scrivere il romanzo alle cinque donne che rileggendolo lo hanno migliorato sino ai due “emissari” della Rizzoli artefici del prodotto editoriale. “Ritengo che tutta la gioia, l’entusiasmo e la fatica di questa vittoria vada dedicata a Valentino Zeichen – conclude lo scrittore romano – . Una persona cara e nobile. Un’aquila libera che ha insegnato, protetto e consigliato i miei figli, gli amici e tutti noi.”

 

“Noi viviamo dunque in una società dello stupro. Ostilità rapacità e potenza trovano una manifestazione sessuale. Il sesso è il linguaggio, non la cosa. È il modo di volere, non l’oggetto voluto. Si declina attraverso il sesso qualsiasi pulsione: vendicativa, rivendicativa, esibizionistica, identitaria. I ragazzini stuprano le loro compagne di classe e le filmano col cellulare. Libertà intesa come facoltà di nuocere. Libertà = delitto. Una piena realizzazione di se stessi può avvenire solo se si è pronti a prevaricare gli altri, e capaci di farlo. L’io coincide in pieno con la potenza.”
[La scuola cattolica]
Edoardo Albinati
 

 

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