23 novembre 2016

Educazione femminile

 

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“Un antico detto sanscrito recita: la donna è la casa e la casa è il fondamento della società. Solo se costruiamo le nostre case possiamo costruire anche la nostra nazione. Se la casa è inadeguata – per i beni materiali e le necessità o per la mancanza di un’atmosfera serena e amorevole di cui ogni bambino ha bisogno per crescere e svilupparsi – allora la nazione non può essere in armonia e una nazione senza armonia non può progredire in nessuna direzione. […]
Le donne istruite oggi si trovano ad assumersi la grande responsabilità di dover scegliere come conciliare ciò che è valido e immutabile delle nostre antiche tradizioni con quanto di buono e valido è presente nel nostro pensiero moderno. Non tutto quello che è moderno è buono, proprio come non tutto quello che è vecchio è completamente cattivo. Dobbiamo decidere, non una volta per tutte, ma quasi ogni settimana, ogni mese, quanto di nuovo è adatto e utile per il nostro Paese e quanto di vecchio possiamo mantenere e conservare gelosamente nella nostra società. Essere moderni significa per gran parte delle persone indossare determinati vestiti, parlare in un certo modo o assumere determinate abitudini e consuetudini, ma le cose non stanno veramente così. È un’interpretazione di modernità molto superficiale. […]”

Così Indira Gandhi, il primo ministro donna indiano, nel Discorso sull’importanza dell’educazione femminile tenuto il 23 novembre 1974 nel collegio femminile di Indraprastha.

I DISCORSI che hanno cambiato il mondo (White Star Edizioni).

 

 

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