20 maggio 2013

Nell’unica città d’acqua d’Occidente due sogni nati ad Oriente

Alla Biennale d’Arte a Venezia i capelli d’ebano della Principessa Lyu Ji
e l’ovale perfetto di Eurasia di Omar Galliani

 

Il Sogno della Principessa Lyu Ji. Sala Cinese del Caffè Florian. Foto Massimiliano Galliani

Il Sogno della Principessa Lyu Ji. Sala Cinese del Caffè Florian. Foto Massimiliano Galliani

Venezia porta d’Oriente. Venezia luogo dell’acqua e della luce. A Venezia ho portato due “segni/sogni” nati a quella latitudine.”
Così Omar Galliani, artista di Montecchio nell’Emilia, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, commenta la sua presenza lagunare in occasione della 55. Esposizione Internazionale d’Arte.
Una duplice presenza. Ubiquità dell’arte. Due, infatti, gli eventi espositivi.
Ospitato negli storici arredi della Sala Cinese del più antico e famoso caffè veneziano, il Caffè Florian in Piazza San Marco, nell’ambito della rassegna “Temporanea – Le realtà possibili del Caffè Florian”, il primo è “Il sogno della Principessa Lyu Ji”, dal 30 maggio al 30 settembre e a cura di Stefano Stipitivich.

“La principessa Lyu Ji è il sogno letterario e visivo raccontato/disegnato sulle pareti di un mitico luogo della cultura del mondo – il Florian, classe 1720 – che ha visto sedersi ai suoi tavoli, tra i tanti, Casanova, Mahler, Klimt, Stravinskij, Hemingway, Ezra Pound, Eleonora Duse, Maria Callas”, afferma l’artista.

Il Sogno della Principessa Lyu Ji. Sala Cinese del Caffè Florian. Foto Massimiliano Galliani

Il Sogno della Principessa Lyu Ji. Sala Cinese del Caffè Florian. Foto Massimiliano Galliani

Un vero atto d’amore quello di Galliani, sublimante la passione per l’Oriente e il legame con il femminino, suo tema ricorrente. Il contorno di un doppio ritratto avvolto da una simbolica pioggia onirica, un ritratto speculare catturato “nell’ultima notte delle nove rose bianche quando i suoi capelli d’ebano si sono intrecciati con le sue cento matite consumate sulle quattro pareti e sul soffitto in una sala ad oriente dell’unica città d’acqua d’Occidente.” All’onirica stanza attende un erratico destino dimorando, col tempo e nello spazio, negli altri Florian del mondo dove la principessa Lyu Ji proseguirà il suo viaggio quale ambasciatrice tra Oriente e Occidente. “Destino del disegno e dei sogni. Nomadanza dell’opera per ricongiungersi in Cina al …suo antico luogo d’origine …..Xian.”

Opera monumentale sublimante, invece, un linguaggio artistico, che attinge alla grande tradizione rinascimentale italiana, e la capacità di instaurare un dialogo fra le culture europee ed asiatiche, è “The Dream of Eurasia. 987 Testimonials. The Italian Attitude”, il secondo evento espositivo lagunare di Galliani. Curato da Leonardo Rotatori, è in mostra a Palazzo Barbarigo Minotto dal 31 maggio al 30 settembre.

The Dream of Eurasia, 2013. Copyright Mazzotta. Per gentile concessione di Omar Galliani e Leonardo Rotatori

The Dream of Eurasia, 2013. Copyright Mazzotta. Per gentile concessione di Omar Galliani e Leonardo Rotatori

Eurasia nasce da un ennesimo viaggio in Cina dopo aver vinto la prima Biennale d’arte Contemporanea di Pechino nel 2003 – prosegue – . Sulla terrazza del mio hotel, dinnanzi ad una Pechino in continua mutazione, pensai ad un volto ideale il cui DNA potesse congiungere le polarità geografiche e culturali di Oriente e Occidente. Da questa tavola è nata Eurasia.”

Ispirandosi all’attitudine delle civiltà mediterranee allo scambio culturale per cui le differenze sono valori dalle comuni radici, l’obiettivo di The dream of Eurasia è, infatti, il raggiungimento, mediante l’equilibrio tra le differenti culture, di una nuova e consapevole forma di DNA “eurasiatico”. L’ovale perfetto del viso di Eurasia – colonna portante dell’alterità culturale, frutto delle singole esperienze – riproduce, così, milioni di volti. La natura comune delle genti.
“The Italian Attitude” è l’attività di back office, mostrata e condivisa attraverso una performance dal vivo che stimola la partecipazione attiva del singolo individuo e che coinvolge istituzioni, enti privati italiani e oltre 50 Ambasciate di Paesi asiatici. Attraverso la piattaforma venicebiennale-eurasia2013.org, sarà, inoltre, possibile seguire l’evoluzione dell’opera.
“Oggi la presenza di Eurasia alla Biennale Enciclopedica dei Mondi a Venezia amplifica, con la sua esistenza mediatica sul web, il desiderio di unire culture e tradizioni artistiche millenarie – conclude Omar Galliani – . Dal disegno di tradizione post/rinascimentale alla rete affinché l’origine si rigeneri nella contemporaneità di un “nuovo” segno.”
È di circa due anni il lasso temporale in cui si svilupperà l’azione.
Luogo e data di nascita: Venezia, 29 maggio 2013.

 

Il_Caffe_FlorianGaleotto fu il Florian

Alla fine dell’Ottocento sulle sedute di questo storico Caffè,
Riccardo Selvatico e i suoi amici maturarono l’idea
di organizzare a Venezia un’esposizione d’arte biennale quale omaggio
al Re Umberto e alla Regina Margherita.
Nacque così, nel 1895, la prima Esposizione Internazionale d’Arte,
divenuta in seguito famosa nel mondo come La Biennale di Venezia.

 

 

 

 

 

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