3 aprile 2018

La Fotografia fa Rivoluzione

RIVOLUZIONI – Ribellioni, cambiamenti, utopie
Fotografia Europea 2018
XIII Edizione
20 aprile – 17 giugno
Reggio Emilia

 

“In tempi di menzogna universale,
dire la verità è un atto rivoluzionario”

 
[La fattoria degli animali]
George Orwell

 

 

In questa fase della vita delle società occidentali, dove le parole subiscono un logoramento sempre più intenso e finalizzato ad un consumo indistinto, portare rigore semantico soprattutto grazie all’immagine e ai filtri dell’autore e del curatore sembra impresa ardita. Quest’anno Fotografia Europea ci prova, offrendo una declinazione estesa e, insieme, precisa di tutto ciò che si è proposto e si propone come ribellione, cambiamento, utopia, in tanti aspetti della vita culturale, sociale e artistica del nostro tempo“.
Queste le parole del presidente della Fondazione Palazzo Magnani, Davide Zanichelli, che accompagnano l’apertura della XIII edizione di Fotografia Europea intitolata “RIVOLUZIONI – Ribellioni, cambiamenti, utopie”.
Dal 20 aprile sino al 17 giugno, a Reggio Emilia, l’arte capace di interpretare e comunicare la complessità della società contemporanea farà rivoluzione. Risponderà ai quesiti che il tema portante del Festival inevitabilmente solleva. Indagherà, svilupperà e mostrerà tutti gli ambiti dell’agire umano in cui la rivoluzione trova espressione, prescindendo, pertanto, anche dall’accezione traumatica propria del termine. In mostra cambiamenti epocali che hanno segnato la storia connotando cultura e società ed estrinsecazioni della ribellione, del cambiamento e del rinnovamento che comportano conseguenze immediate e dirette, ma che possono anche mantenere la valenza utopica, spesso loro origine ideale intrinseca.
Momento di cultura, socialità e di incontro, Fotografia Europea 2018 si prefigura sempre più ricca, viva, pervasiva, sempre più attrattiva e dal respiro internazionale, riconfermando la città quale capitale italiana che per il secondo anno consecutivo vedrà celebrare entro i propri confini gli Stati Generali della fotografia, ed estendendosi in luoghi abitualmente non aperti al pubblico.
Tredici saranno, infatti, quest’anno le sedi espositive delle mostre istituzionali, centinaia quelle dell’immancabile Circuito OFF, la corale sezione indipendente della kermesse che nasce dalla spontanea iniziativa delle persone. Tanti gli artisti e i fotografi presenti, tanti gli incontri, le conferenze, i workshop, le visite guidate, le letture portfolio, le attività educative e formative a partire dalle giornate inaugurali previste dal 20 al 22 aprile, anticipatamente rispetto alle scorse edizioni al fine di consentire la partecipazione delle scolaresche alle visite guidate e ai laboratori didattici a calendario.
Alla sua nascita la fotografia fu accolta, come sottolinea il direttore artistico Walter Guadagnini, una rivoluzione dello sguardo e della visione“. Chi meglio, dunque, di quest’arte potrebbe rappresentare il nume tutelare della manifestazione?

Promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme con il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia Romagna, Fotografia Europea 2018 conferma, inoltre, il dialogo con altre importanti istituzioni culturali regionali, come la Fondazione MAST di Bologna, il CSAC dell’Università di Parma, la Collezione Maramotti, la Fondazione Modena Arti Visive, l’Osservatorio Fotografico di Ravenna e Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera.

Palazzo Magnani
 corso Garibaldi, 29

Curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo, SEX & REVOLUTION! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977) è un’indagine sulla genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni Sessanta e Settanta. Oltre 300 reperti d’epoca – sequenze cinematografiche, fotografie d’autore, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica – compongono l’analisi socio-culturale di un rivoluzionario pezzo di storia, articolata in cinque sezioni che vedono anche gli scatti di Angelo Frontoni e Paola Mattioli: Sessuologia e filosofia; Editoria e cultura tra anni Cinquanta e Sessanta; L’underground; La pornografia; La rivoluzione sessuale: vittoria o sconfitta?.

“SEX & REVOLUTION! Immaginario, utopia, liberazione (1960 – 1977)” – CABALLERO, Anno IV – N. 69 L. 250. Marisa Solinas, Manon 1970 Vittoria Solinas


Palazzo da Mosto
 via Giovanni Battista Mari, 7

Omaggio al grande maestro della fotografia contemporanea Joel Meyerowitz, Transitions, 1962-1981 è un’esposizione autobiografica curata da Francesco Zanot, che presenta oltre 120 opere ripercorrenti i principali passaggi del lavoro e della vita del fotografo a testimonianza del suo ruolo rivoluzionario nel settore. Fu, infatti, tra i primi a fare del colore un elemento essenziale del linguaggio artistico negli anni Sessanta e Settanta, oltre ad essere uno dei massimi protagonisti della street photograpy.

Preziosi gioielli di carta, i photobook di Rivoluzioni, Ribellioni, Cambiamenti, Utopie. 101 photobook dalla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, per la curatela di Piero Cavagna e Laura Gasparini, documentano rivoluzioni, proteste, utopie sociali e religiose connotanti la storia del Novecento. Frutto dei regimi totalitari dell’epoca, sono divenuti rari esemplari di propaganda dall’energia grafica e iconografica rivoluzionaria e innovativa.

Anche l’arte coreutica a Fotografia Europea. Promosso in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza e Compagnia Aterballetto, che presenterà alcuni scatti inediti del grande fotografo di moda Toni Thorimbert, In/Finito. Un progetto di danza e fotografia per spazi urbani, naturali o storici, pone a confronto la dimensione – effimera per definizione – della performatività del corpo con la sua rappresentazione fotografica, che fissa per sempre un singolo istante. Due differenti criteri di pensare il corpo, di porlo in dialogo non solo con lo spazio e il tempo, ma anche con l’occhio dello spettatore.

“Transitions, 1962 – 1981” – Joel Meyerowitz, Sarah Provincetown, Massachusetts, 1980 © Joel Meyerowitz courtesy Polka Galarie


Chiostri di San Domenico
 via Dante Alighieri, 11

Paese ospite del Festival, l’Iran è il protagonista dell’esposizione A Window on to Contemporary Iranian Photography: Genesis of a Latent Vision, curata da Reza Sheikh. Un omaggio al paese mediorientale attraverso le immagini di nove autori iraniani, tra cui Ahmad Aali, Shadi Ghadirian, Gohar Dashti, che testimoniano l’evoluzione della fotografia iraniana nel passaggio da una documentazione sociale ad un approccio concettuale. Presenti anche scatti di Walter Niedermayr, realizzati in Iran tra il 2005 e il 2008, narranti un territorio dalla storia millenaria in cui coesistono tracce dell’antica Persia e dell’industrializzazione, dell’influenza occidentale e della rivoluzione islamica.

“A Window on to Contemporary Iranian Photography: Genesis of a Latent Vision”, Walter Niedermayr, Nain, Iran 59/2006, Diptych, courtesy Walter Niedermayr , Galerie Nordenhake Berlin/Stockholm and Galerie Johann Widauer, Innsbruck

“A Window on to Contemporary Iranian Photography: Genesis of a Latent Vision”, Walter Niedermayr, Isfahan, Iran 176/2008, Diptych, courtesy Walter Niedermayr , Galerie Nordenhake Berlin/Stockholm and Galerie Johann Widauer, Innsbruck


Banca d’Italia
piazza Martiri del 7 luglio, 1

Committenze per una delle nuove sedi espositive.
Due progetti destinati a divenire patrimonio fotografico della città nella Fototeca della Biblioteca Panizzi.
Mishka Henner, il fotografo insignito nel 2013 dell’ICP Infinity Award for Art in New York, propone un progetto installativo dal potente impatto visivo ed emozionale trasformando lo spazio espositivo in una finestra sul mondo, in perenne “allerta”, attraverso la quale interrogare i mari per captare segnali di imminente pericolo.

Articolato, invece, lungo un intero anno, è il progetto di Francesco Jodice. Il suo lavoro “in fieri” sarà presentato per fasi, attraverso workshop e incontri, coinvolgendo la città e gli appassionati e sarà esposto nella successiva edizione di Fotografia Europea.

Francesco Jodice, What We Want, Aral, T67, 2008 © Francesco Jodice


Spazio San Rocco
via San Rocco, 8/a

Con Braguino o la comunità impossibile, un progetto multimediale curato da Diane Dufour e Léa Bismuth, Clément Cogitore esamina il concetto di convivenza attraverso la scelta di vita di Sacha Bragin, che decise di risiedere con la propria famiglia nella profonda taiga siberiana per più di trent’anni, nella speranza di costruire un modello di vita autosufficiente, in pace e nell’autarchia più totale. Un racconto per immagini di un fallimento causa il sopraggiungere di un’altra famiglia generando, così, l’impossibilità della convivenza.

“Braguino e la comunità impossibile”, Clément Cogitore, Braguino ou la communautè impossible, 2017 © Clément Cogitore / Mac Val / ADAGP, Paris 2017


Sinagoga
via dell’Aquila, 3

Iconic China è il viaggio compiuto da Luca Campigotto iniziato con la ricerca di un passato mitico e terminato con l’approdo al presente caotico delle megalopoli. Perfettamente colta è la doppia anima di un Paese dagli orizzonti futuristici urbani e dallo sguardo rivolto a migliaia di anni fa.

“Iconic China”, Luca Campigotto, Hong Kong, 2016, 150×200, © Luca Campigotto


Villa Zironi
 viale Timavo, 18/a (angolo via della Racchetta)

Curata dalla piattaforma foto- letteraria The Photocaptionist di Federica Chiocchetti, The Archive you Deserve, omaggia Lorenzo Tricoli, l’artista milanese recentemente scomparso.
L’archivio, composto da ritagli di giornale, libri, stampe fotografiche e riviste e occasionalmente integrato anche da immagini provenienti dal web, è una delirante e mutevole versione, basata su documenti reali, della recente Storia d’Italia.


Battistero e Palazzo del Vescovado
via Vittorio Veneto, 42

Nel soffio della storia è il racconto fotografico di Elio Ciol, uno dei grandi maestri della fotografia italiana, che vede per protagonisti luoghi e personaggi della storia che le rivoluzioni e gli ideali contemporanei stanno trasformando. Dagli scatti abrasivi che immortalano le rovine delle città archeologiche libiche e siriane, come Palmira e Lapis Magna, a quelli lirici ed evocativi dei paesaggi, sino a quelli che testimoniano l’incontro con uomini rivoluzionari come Pier Paolo Pasolini.

“Il soffio della storia”, Elio Ciol, Palmira la Via Colonnata, 1966 © Elio Ciol

“Il soffio della storia”, Elio Ciol, a Pier Paolo Pasolini, © Elio Ciol


Spazio Gerra
piazza XXV aprile, 2

La “rivoluzione silenziosa”, sottovalutata dagli storici della cultura e dal mondo intellettuale per la frivolezza e per “l’apparente ingenuità sentimentale che esprimeva”, è in mostra allo spazio di Piazza XXV Aprile. Fotoromanzo e poi… rivive oltre trent’anni di questo fenomeno culturale di massa attraverso fotografie e materiali provenienti da archivi pubblici e privati, tra i quali il Fondo Zavattini della Biblioteca Panizzi. In progetto, inoltre un fotoromanzo contemporaneo ideato per i social network, che verrà diffuso quotidianamente per un intero mese a partire dall’apertura della mostra, ispirato ad un soggetto di Zavattini stesso, uno dei pochi ad intuire le potenzialità di questo genere.

“Fotoromanzo e poi…”, Il segreto, ‘foto-racconto-lampo’ con Paola Pitagora, 1975, a cura di AIED

Spazio U30cinque
piazza Scapinelli, 1

Novità di questa edizione è il Progetto U30Cinque, nato dalla collaborazione del Comune di Reggio Emilia con GAI – Associazione per il circuito dei Giovani Artisti Italiani, Circulation(s), Festival de la Jeune Photographie Européenne di Parigi e Photobiennal di Brighton e con BJCEM – Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, che esprime il profondo sostegno dell’Amministrazione Comunale alla giovane creatività e alla fotografia emergente.
Curate da Daniele De Luigi, tre le mostre ospitate nell’omonimo Spazio.

GIOVANE FOTOGRAFIA ITALIANA #6, nelle figure di Marina Caneve, Alice Caracciolo e Cemre Yesil, Valeria Cherchi, Tomaso Clavarino, Lorenza Demata, Carlo Lombardi, Zoe Paterniani, con Activism ha risposto all’interrogativo che domandava se fosse ancora possibile “usare l’immagine fotografica come forma di attivismo, creando dispositivi di visione alternativi e stimolando la coscienza critica, civile, politica”: dalle emergenze ambientali al rapporto tra immagine e potere, dal rischio idrogeologico al rapporto tra il popolo italiano e quello turco, dall’orrore degli abusi da parte del clero al concetto di identità nel contesto migratorio contemporaneo.

Risultato del programma di residenze Mediterranea Youth Photo, Saggio sulla cecità è una riflessione a tre voci – Federica Landi, Emeric Lhuisset e Ana Catarina Pinho – tesa alla realizzazione di un progetto comune sul tema del Mediterraneo. È enorme la differenza tra guardare e vedere. Il romanzo Cecità di José Saramago è, infatti, musa ispiratrice di queste tre esposizioni che, confrontandosi sul fenomeno migratorio e sui timori dell’Europa, analizzano il rapporto tra esposizione mediatica e impossibilità di vedere, tra “persistenza delle immagini e labilità della memoria, lirismo del paesaggio e invisibilità delle tensioni che lo percorrono”.

Le artiste Calori & Maillard proseguono un progetto inaugurato a Venezia frutto della loro residenza a Reggio Emilia nell’ambito di “DE.MO / Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione – Residenze di Fotografia in Italia”.
Energia Potenzialè un’ironica allegoria “delle forze del potere politico ed economico che attraversano le rivoluzioni sociali, culturali e tecnologiche della storia”, mediante un’analisi bipolare della rigenerazione urbana, dalle architetture storicizzate dei vecchi capannoni delle Officine Meccaniche Reggiane agli avveniristici ponti di Santiago Calatrava.

“Activism”, Alice Caracciolo e Cemre Yesil, ‘Piet[r]à’_GFI_2018, © Alice Caracciolo e Cemre Yesil

“Saggio sulla cecità”, Federica Landi, ‘The Death Of Tirerias’, © Federica Landi

“Energia Potenziale”, Calori&Maillard, Reggio Emilia, 2017 © Calori&Maillard

 
Spazio EX-ACI
via Secchi, 11

Il complesso di via Secchi, oltre allo Speciale 18/25, ospita cinque dei sei artisti selezionati dalla Public Call 2018.
Umberto Coa con Non dite che siamo pochi, attraverso la costruzione di una storia di finzione correlata ad eventi reali, riflette sull’insurrezionalismo anarchico.

Feed us di Nicolò Panzeri posa lo sguardo sul tema dell’alimentazione e su come l’uomo abbia conformato l’industria alimentare a sua immagine e somiglianza.

Simone Sapienza con Charlie surfs on Lotus Flower, attraverso metafore e simboli, ricorda la società vietnamita, circa quarant’anni dopo la storica vittoria dei Vietcong sugli Stati Uniti.

Nata da un’idea dell’imprenditore palestinese-americano Bashar Masri, Rawabi è la prima città della Cisgiordania, appositamente costruita da e per i Palestinesi. Con Birth of Utopia il duo Andrea e Magda documenta la nascita di questa città utopica sottolineandone anche la valenza di progetto immobiliare privato.

In Motherland Danila Tkachenko analizza lo stato di abbandono delle comunità rurali russe, la scomparsa del villaggio tradizionale russo come portatore di cultura contadina e di esperienza generazionale iniziato con il processo di collettivizzazione dal 1928-1937.

Gli orizzonti di rivoluzione dei ragazzi del progetto Speciale diciottoventicinque, nell’interpretare il tema del Festival tradiscono forse la loro familiarità con la società liquida in cui vivono. Abili, tuttavia, nel delineare visioni originali e ribaltate, il loro desiderio converge nel tentativo di proporre un reale “immersivo” e, consci del rischio di un possibile fallimento, perseverano verso l’orizzonte dell’utopia.

“Non dite che siamo pochi”, Umberto Coa, Senza titolo, Thessaloniki, 21 giugno 2003, © Umberto Coa


Galleria Parmeggiani

corso Cairoli, 2

La sesta artista selezionata dalla Public Call 2018, Francesca Catellani, presenta Memories in Super8, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, una serie fotografica focalizzata sui cambiamenti non soltanto socio-antropologici e di pensiero, ma anche architettonici e di costume avvenuti in Italia e in Europa tra il 1970 e il 1980, durante gli anni di piombo del terrorismo italiano e della crisi economica, delle filosofie connesse alla rivoluzione culturale hippie e alla rinascita di quegli anni Ottanta fatti di edonismo, moda e consumi di massa.

“Memories in Super8”, Francesca Catellani, Reggio Emilia, Cortili, 1974 © Francesca Catellani

Biblioteca Panizzi
via Luigi Carlo Farini, 3

Con l’esposizione L’utopia dell’archivio, a cura di Laura Gasparini e Monica Leoni, la Biblioteca di Via Farini apre al pubblico il prezioso archivio fotografico di Stanislao Farri, acquisito a partire dal 1995. Costituito da circa 170.000 pezzi tra negativi e positivi, provini di stampa e diapositive, esso illustra l’attività professionale e di ricerca in ogni campo della storia locale di uno dei massimi esponenti della scuola reggiana di fotografia.

“L’utopia dell’archivio”, Stanislao Farri, Piazza della Libertà, Reggio Emilia, 1950. Courtesy Biblioteca Panizzi

 

Fotografia in testa all’articolo:
Motherland“, Danila Tkachenko, Russia, 2016, Photo Rag © Ultra Smooth, Courtesy by Danila Tkachenko and Galleria del Cembalo © Danila Tkachenko

 

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