8 aprile 2017

Happy Birthday Mr. Bandini!

John Fante
Denver, 8 aprile 1909 ~ Los Angeles, 8 maggio 1983

 

Compie oggi 108 anni John Fante, lo scrittore americano di origini abruzzesi che diede vita alla saga di Arturo Bandini, il suo tracotante, sprezzante e irriverente alter ego, la simpatica canaglia protagonista di memorabili titoli dalla fortuna, come spesso accade, postuma.

Gli auguri e il ricordo con due brani esemplificativi della sua intera opera: il primo tratto dal prologo di Chiedi alla polvere, il secondo dalla prefazione (del 1983) di Aspetta primavera, Bandini.

“Parlo come un pazzo? E sia, ridatemi la pazzia e quei giorni, datemi un romanzo bizzarro su un uomo e sulla sua compassione per il genere umano, su quella gran persona che era Bandini, protagonista di magnifiche uscite di scena, e sulla sua compassione per tutto quanto, per l’assurda città attorno a me, che ha allevato il mio genio, e lassù in cima ad Angel’s Flight, in cima a duecento gradini fino a Bunker Hill nel cuore della città, gradini consacrati, Signore, Bandini li ha percorsi fino all’immortalità! E per voi, per voi che avete creduto in me, un giorno quei gradini risuoneranno del mio ricordo, e lassù, in cima a quell’alto muro, sarà posata una targa d’oro e su di essa un bassorilievo, l’immagine del mio volto.”

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“Ora che sono vecchio non posso ripensare ad Aspetta primavera, Bandini senza smarrirne le tracce nel passato. Certe notti, a letto, una frase, un paragrafo o un personaggio di questa prima opera m’ipnotizza e nel dormiveglia mi ritrovo a ricucirne le frasi ricavando il ricordo melodioso di una vecchia camera da letto nel Colorado, o di mia madre e mio padre oppure dei miei fratelli e di mia sorella. Non riesco a convincermi che una cosa scritta tanto tempo fa mi risulti così dolce nel dormiveglia e tuttavia non riesco a guardarmi indietro, riaprendo e rileggendo il mio primo romanzo. Ho paura, non sopporto l’idea di vedermi sotto la luce della mia prima opera. Sono certo che non la rileggerò più. Di una cosa però sono sicuro: tutta la gente della mia vita di scrittore, tutti i miei personaggi si ritrovano in questa mia prima opera. Di me non c’è più niente, solo il ricordo di vecchie camere da letto, e il ciabattare di mia madre verso la cucina.”

 

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