3 marzo 2017

Essere e non essere_Marzo

Tredici incontri, diciotto ore di registrazione e sei taccuini fitti di appunti per arricchire l’elenco delle belle arti annoverandovi l’ottava: la truffa.
È l’arte che Carl Peter Lopiccolo, alias Dan Alighieri, Francis Petrarca, Johnny Boccaccio, amante di storia antica e di filosofia, e parte attiva di una dinastia di truffatori catanesi, racconta a Riccardo Maria Ricci, giornalista e ora biografo, incaricato da una casa editrice di scriverne la storia.

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13 gennaio 2017

Circo e cerchio_Gennaio

Londra. 1899. Fevvers è la più famosa aerialist (trapezista) del momento, criptica attrazione internazionale, dinnanzi la quale tutti si prostrano. L’attrattiva è ascrivibile alle protuberanze simili ad un paio di ali che albergano sulla sua schiena. “Finzione o realtà” è, infatti, il suo personale e icastico slogan che ora campeggia sulla parete del camerino. Nel tentativo di sciogliere l’arcano, un giornalista giunto da New York per intervistarla ì, si ritrova irreggimentato nelle fila circensi in veste di clown per accompagnare

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10 dicembre 2016

Chiaroscuri_Dicembre

“In ogni caso, avevamo fame. anzi, per l’esattezza, ci sembrava di aver inghiottito il vuoto cosmico, quella era la sensazione. (…) Dio era morto, al pari di Marx e di John Lennon. E noi eravamo famelici. Il risultato fu che decidemmo di compiere un reato. Non era la fame a spingerci a fare il male, no. Il male si trasformava in bisogno di cibo per istigarci a delinquere. Non me ne intendo molto, ma era qualcosa vicino all’esistenzialismo.”
Così ha scritto Haruki Murakami negli anni Ottanta e così la casa editrice Einaudi, nell’intento di riscoprire le prime inedite produzioni dell’autore giapponese

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9 novembre 2016

Razza. Solitudine. Rettitudine_Novembre

Se esistesse una diretta equivalenza tra l’estetica della copertina di un libro e quella del suo contenuto, Undici solitudini di Richard Yates (minimum fax) non dovrebbe meritare attenzione alcuna, benché la cucina che vi campeggia rimandi ad una determinata fotografia dell’America, quella degli anni Cinquanta, viva nella penna dell’autore. Pericolo scampato. I suoi undici tipi di solitudine sono costruiti – parafrasando il racconto Costruttori – nel rispetto dei crismi dell’edilizia letteraria

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5 ottobre 2016

…confini…_Ottobre

Secondo il coreografo Hofesh Shechter i barbari “sono sempre come noi”.
Vincitore nel 1980 del Cna Prize, il più prestigioso riconoscimento letterario del Sudafrica, Aspettando i barbari (Einaudi) del premio Nobel per la Letteratura nel 2003 John Maxwell Coetzee allude ad un’indefinita linea di confine, spaziale, temporale, ma soprattutto identitaria.
“Il crimine che è latente in noi, lo dobbiamo infliggere a noi stessi”.

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5 luglio 2016

Scarabocchi, rigori, viaggi, confini, jazz…pois!_Estate

Foriera di maggior tempo libero, l’estate può incoraggiare alla lettura, porta d’accesso a territori familiari o inesplorati, umani, animali, storici, tecnologici, psichedelici, capace di spostare il lettore dalla propria posizione di cinque, tre parole prima – anche una è sufficiente – facendo “vivere il tempo, rendendolo più intenso e meno comune”, cambiando la percezione del mondo o anche, semplicemente, intrattenendo.

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7 giugno 2016

Chiedi alla polvere_Giugno

Se si chiedesse alla polvere – secondo l’invito fantiano – , a quella del Colorado da cui apparentemente nulla cresce, a quella che si alza dalle sterminate e brulle praterie dell’immaginaria Holt, essa racconterebbe di anime tra la vita e la morte, l’infanzia e la vecchiaia, la crescita e l’arresto, la solitudine e il desiderio, la semplicità e la complessità, i rimpianti e i rimorsi.

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7 maggio 2016

Commedie umane e animali_Maggio

“Qui siamo nel West, tra leggenda e verità vince la verità” recita la frase più emblematica della pellicola “L’uomo che uccise Liberty Valance” di John Ford cui Giordano Meacci con Il cinghiale che uccise Liberty Valance (minimum fax) rende omaggio. Tra i 12 finalisti candidati al Premio Strega 2016, il romanzo è una surreale e corale commedia umana e bestiale

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