8 marzo 2019

Domande e risposte_Marzo

«L’incertezza è l’habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. Sfuggire all’incertezza è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita di felicità.  È per questo che una felicità ‘autentica, adeguata e totale’ sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso»

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21 novembre 2018

Calci. Legami. Risposte_Novembre

«Tutto quello che si inventa è vero, devi esserne certa.
La poesia è una cosa tanto precisa quanto la geometria. (…)
L’induzione vale la deduzione e poi, arrivati ad un certo punto, non ci si sbaglia più per quanto riguarda ciò che attiene l’anima».
Gustave Flaubert

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20 marzo 2018

A distanza ravvicinata_Marzo

«Il treno è piccolo, ci sono tre vagoni, sono tre vagoni tristi, di quelli che si muovono piano, che arrivano sempre in ritardo, che ti aspetti di trovarci un camino in cima, di vedere il vapore. Il treno si muove svogliato, sembra quasi inciampare nelle erbacce che trova lungo i binari, lungo il cammino, gli sembra di essere sulle spalle di un vecchio, vede case diroccate fuori dal finestrino, il treno è vuoto.

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18 dicembre 2017

Storie e Fughe_Dicembre

“La ‘raggia’. Che poi tradotto in italiano sarebbe la rabbia, parola giusta che però non ce la fa a rendere l’idea.
La ‘raggia’ è qualcosa di più profondo di una rabbia passeggera. È la ferita dell’anima che nessuna medicina riesce a guarire. Non ci sarà nessuna carezza, abbraccio, sguardo, grandissima

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17 novembre 2017

Sui generis_Novembre

“La prima cosa che Cora notò furono le catene. Penzolavano dal soffitto a migliaia, una macabra collezione di manette e ceppi, ferri da legare alle caviglie, ai polsi e ai colli in ogni varietà di combinazione. Catene per impedire a una persona di scappare, di muovere le mani, o per sospendere un corpo in aria prima di fustigarlo.

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