21 novembre 2018

Calci. Legami. Risposte_Novembre

«Tutto quello che si inventa è vero, devi esserne certa.
La poesia è una cosa tanto precisa quanto la geometria. (…)
L’induzione vale la deduzione e poi, arrivati ad un certo punto, non ci si sbaglia più per quanto riguarda ciò che attiene l’anima».
Gustave Flaubert

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20 marzo 2018

A distanza ravvicinata_Marzo

«Il treno è piccolo, ci sono tre vagoni, sono tre vagoni tristi, di quelli che si muovono piano, che arrivano sempre in ritardo, che ti aspetti di trovarci un camino in cima, di vedere il vapore. Il treno si muove svogliato, sembra quasi inciampare nelle erbacce che trova lungo i binari, lungo il cammino, gli sembra di essere sulle spalle di un vecchio, vede case diroccate fuori dal finestrino, il treno è vuoto.

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18 dicembre 2017

Storie e Fughe_Dicembre

“La ‘raggia’. Che poi tradotto in italiano sarebbe la rabbia, parola giusta che però non ce la fa a rendere l’idea.
La ‘raggia’ è qualcosa di più profondo di una rabbia passeggera. È la ferita dell’anima che nessuna medicina riesce a guarire. Non ci sarà nessuna carezza, abbraccio, sguardo, grandissima

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17 novembre 2017

Sui generis_Novembre

“La prima cosa che Cora notò furono le catene. Penzolavano dal soffitto a migliaia, una macabra collezione di manette e ceppi, ferri da legare alle caviglie, ai polsi e ai colli in ogni varietà di combinazione. Catene per impedire a una persona di scappare, di muovere le mani, o per sospendere un corpo in aria prima di fustigarlo.

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20 ottobre 2017

Diavoli e grandi Opere_Ottobre

«Quindici minuti di standing ovation e dieci chiamate alla ribalta. Quella sera Luciano Pavarotti fu un gigante in scena. Anche dopo l’ultima nota, si profilò sul palco la sua ostinata presenza fisica, con le grandi braccia aperte nel gesto impossibile di accogliere a sé ogni spettatore seduto in palco e platea, di stringere ogni coppia di mani piena d’applausi, di respirare ogni grido di entusiasmo a lui dedicato. Braccia aperte e in bocca ancora ‘e muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita’

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29 giugno 2017

Che…_Estate

La produzione editoriale, narrativa e saggistica, pare quasi inversamente proporzionale al numero (sempre più esiguo) di coloro che si dedicano all’attività della lettura.
Che peccato.
“C’è un libro sopra tutti al quale sento di essere grato, il primo letto, quello che ha aperto la porta a tutti gli altri”, ha scritto Andrea Vitali.
Che i titoli che seguono possano rappresentare “quel libro” … per qualcuno.

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