23 febbraio 2020

L’incubo di Hill House_Shirley Jackson

 

 

«Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola»
È viva. È elusiva. È psicologizzante e arrogante. È una perversa “casa dalle finestre che ridono” che sardonicamente accoglie i propri ospiti.
È la Hill House di Shirley Jackson, «un luogo non adatto agli uomini, né all’amore, né alla speranza».
La costruzione della maestra delle paranoie più lucide e sconcertanti, annoverata tra le personalità più rappresentative della letteratura gotica e horror, accoglie il professor Montague Eleanor, Theodora e Luke.
La ricerca iniziale del paranormale si conclude con l’inquietante chiusura di un (doppio) cerchio.

 

 

L’incubo di Hill House (Adelphi)
Shirley Jackson
San Francisco, 14 dicembre 1916 ~ North Bennington, Vermont, 8 agosto 1965

 

 

anche in breve