8 febbraio 2017

…e tu non c’eri

In Tu non c’eri, breve racconto di Erri De Luca trasposto in un cortometraggio dalla regia di Cosimo Damiano Damato – empatico adattamento tra sceneggiatore e regista – , ci sono due uomini, un padre e un figlio. Del primo c’è un’ingombrante assenza, del secondo una presenza interlocutoria, ma decisa, che di quella mancanza racconta (senza chiederli) i danni. Il primo ha i tratti segnati da 25 anni di carcere per aver militato in una banda armata e la voce ieratica e quasi atona

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27 gennaio 2017

La Natura dell’Offesa

“I suoi sogni sono pieni di figure che si sparpagliano al vento come foglie, sono pieni di anime che formano costellazioni, come le stelle che io non sopporto di vedere. (…) Ogni sei o sette giorni più o meno, la mattina, quando ci prepariamo per andare a letto e ci sottoponiamo alla stupefatta routine dell’inzaccherarci, del metterci in disordine (scompigliamo ogni sopracciglio, accarezzandolo contropelo con un dito), Tod ed io possiamo sentire il sogno che sta aspettando di manifestarsi, che raccoglie energie in qualche luogo,

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25 gennaio 2017

Saturday Night Fever

Nato da una mostra fotografica, dal tratto più mondano dell’arteria romana – la Via Emilia – cui l’Undicesima Edizione di Fotografia Europea rendeva omaggio, Disco Emilia è un’istantanea di quella che Pier Vittorio Tondelli definì “Una grande città della notte”. La sua collocazione spazio-temporale si sviluppa lungo 150 chilometri della Statale 9, comprensivi tra Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, negli anni Settanta e Ottanta, quando il sabato sera era febbrile ed eccitante più che mai.

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20 gennaio 2017

“Zì, badrone”

“Dicono che non è facile essere un ruffiano. Be’, non lo è nemmeno essere un padrone di schiavi. Come i bambini, i cani, i dadi, i politici che si riempiono la bocca di promesse e a quanto pare anche le prostitute, gli schiavi non fanno quello che gli si dice. E quando il tuo servo nero ultraottantenne è in grado di svolgere al massimo un quarto d’ora di lavoro vero e proprio al giorno e gode come un matto a farsi punire,

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19 gennaio 2017

Maestro del brivido

“Per tutta una fosca giornata, oscura e sorda, d’autunno, col cielo greve e basso di nuvole, avevo cavalcato da solo traverso a una campagna singolarmente lugubre fino a che mi trovai, mentre già cadeva l’ombra della sera, in vista della malinconica casa degli Usher. Non so come, ma appena l’ebbi guardata una sensazione di insopportabile tristezza mi prese l’anima. Insopportabile, dico, già che non le si univa il sentimento poetico

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13 gennaio 2017

Circo e cerchio_Gennaio

Londra. 1899. Fevvers è la più famosa aerialist (trapezista) del momento, criptica attrazione internazionale, dinnanzi la quale tutti si prostrano. L’attrattiva è ascrivibile alle protuberanze simili ad un paio di ali che albergano sulla sua schiena. “Finzione o realtà” è, infatti, il suo personale e icastico slogan che ora campeggia sulla parete del camerino. Nel tentativo di sciogliere l’arcano, un giornalista giunto da New York per intervistarla ì, si ritrova irreggimentato nelle fila circensi in veste di clown per accompagnare

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5 gennaio 2017

Ognuno

“Qui dove stanno gli uomini, ascoltando gli alterni lamenti; dove un tremito scuote gli ultimi radi e tristi capelli grigi, dove la giovinezza impallidisce, si fa spettrale e muore. Dove il solo pensare è tutto un tormento…” Che esergo calzante quello di John Keats! Quasi l’epigrafe sulla lapide del protagonista di Everyman di Philip Roth. Le sue controfigure finzionali cedono qui il testimone al potenziale alter ego di ognuno

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